1997/98 PDF Stampa E-mail
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Venerdì 16 Maggio 2008 15:51
Fiammamonza 1997/98LA NUOVA BRIANZA, 9 marzo 1998
"FIAMMA CON IL CUORE
vittoria sofferta e un pò fortunata per le Biancorosse di Redaelli"


Finalmente anche un po' di fortuna per le biancorosse. Un successo che mancava da troppo tempo e che serviva alla Fiamma per tornare a credere nei propri mezzi. Una vittoria strappata con i denti e con le unghie, in una partita non bella, sofferta e segnata da una prodezza di Deborah Novelli. Il successo sfuggito altre volte per ingenuità, per paura o qualsiasi altro motivo è in­vece arrivato contro la Torres, squadra con 12 punti di van­taggio sulle brianzole ma che sinceramente non ha mostrato una così evidente superiorità. Anzi, le sarde sono apparse davvero poca cosa, sbagliando passaggi elementari sino al limite della sopportazione.

Non solo demerito delle av­versarie, di suo la Fiamma ci ha messo molto, la grande de­terminazione ad inizio gara. e la voglia di portare a casa i tre punti, coincisa con 1'arretra­mento a difesa della propria area di rigore che ha fatto sof­frire i cuori del pubblico negli ultimi sette minuti. Nonostan­te le critiche, talvolta gratuite, Gianni Radaelli è dunque riu­scito a riportare al successo la Fiamma che non vinceva or­mai da tempo immemorabile; è questa la prima vittoria del 1998.
Senza Fusciani, colpita da influenza, e Castiglioni, la Fiamma si affida a Novelli in avanti ed è proprio l'attaccan­te a risolvere il match. La par­tenza delle padrone di casa è comunque di grande intensità, con Cordone che sfiora 11 van­taggio dopo appena un minuto e con Luvetti che al 15' solo per pochi centimetri non mina un eurogol in rovesciata sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Da qui in poi entra in gioco Novelli, che prima si fa neu­tralizzare la conclusione dalla sempre straordinaria Brenzan, e poi trova la rete con un col­po da cineteca. Corta respinta della difesa, la biancorossa raccoglie al limite dell'area, si coordina e lascia partire una parabola a spiovente che supe­ra il portiere della Torres e del­la Nazionale infilandosi nel­l'angolo lontano. Tutto questo al 20'. Passano sei minuti e ancora Novelli ci prova in diagonale, ma Brenzan torna ad essere una saracinesca, mentre sul fronte opposto Parejo met­te i brividi con una punizione che si stampa sul palo mentre Cattaneo ancora non aveva preso posizione. In apertura di ripresa è ancora Parejo e anco­ra su punizione a sfiorare il pareggio, ma questa volta, a portiere battuto, è Rodolfi a salvare sulla linea di porta. Al 63'il direttore di gara espelle Parejo per un brutto fallo di reazione nei confronti di Consonni, ma non prende provve­dimenti ne contro Zerboni, ne contro la stessa Consonni che erano intervenute molto dura­mente sulla giocatrice della Torres. E' una svolta della ga­ra, perchè le sarde perdono l'unico verro punto di riferi­mento in avanti e non riescono a creare altri pericoli a Catta­neo. Qualche polemica all'87', per un gol annullato alla Torres. Bomba dalla distanza di Mura, Cattaneo para ma non trattiene, irrompe Pin­tus che ribadisce in rete, ma il direttore di gara aveva già fer­mato il gioco per una presunta posizione irregolare della stes­sa Pintus. Vincono le bianco­rosse che tornano dunque al successo. Sabato il derby al­l'arena con il Milan sembra un altro impegno proibitivo, ma del resto proprio in queste oc­casioni si è forse vista la Fiamma migliore.
 
IL CITTADINO, 26 novembre 1998
"GRINTA FIAMMA: A LUGO FIRMATA IMPRESA SUPERBA"


Grande prova di carattere della Fiamma Monza che sotto una bufera di neve ed in in­feriorità numerica è riuscita a recuperare due gol di scarto. Le monzesi iniziavano di gran carriera: al 3' Panzini spediva di poco sopra la traversa un calcio di punizione dal limite, due minuti più tardi Fusciani crossava per Balconi ma anche in questo caso la palla era alta. Il duo Fusciani-Balconi si ripeteva an­che all'8' ma l'incornata dell'ala sinistra ter­minava di poco fiori. Al 10' si facevano ve­dere le padrone di casa: Consonni serviva in­volontariamente Siccardi ma Basilico faceva buona guardia. Al 28' il primo pericolo per la Fiamma: Basilico non tratteneva un calcio di punizione dal limite ma sul pallone inter­veniva provvidenzialmente Panzini che de­viava in corner. Al 32' le padrone di casa mettevano a segno il loro primo colpo vin­cente. L'arbitro considerava irregolare un anticipo di Zerboni su un'avversaria ed assegnava un calcio piazzato da trenta metri che La Monica realizzava con un gran tiro a fìl di traversa. Ma i guai non era­no ancora finiti: al 40' si ac­cendeva una mischia nell'area il pallone rimbalza­va sul braccio di Scotti ed il di­rettore di gara, ancora una vol­ta non all'altezza della situa­zione, ravvisava gli estremi del penalty. A nulla servivano le proteste delle fiammine. Anzi, ad avere la peggio era Donghi che veniva allontanata dal campo con il cartellino rosso. Nella ri­presa le monzesi sfoderavano tutta la loro grinta e al 60' Novakova, entrata un minuto prima al posto di Rota, insaccava un calcio di punizione dalla distanza. Due minuti più tardi l'allenatnice-giocatrice pennellava un altro calcio piazzato per la testa di Consonni ma la giocatrice perdeva l'attimo propizio e la palla scivolava sui fondo. La scatenatissima Jana si rivedeva al 75' con un altro calcio di punizione da trenta metri che Bagnari pa­rava in due tempi. Un minuto più tardi la Fiamma reclamava un penalty per un fallo su Fusciani ma l'arbitro era irremovibile e face­va proseguire il gioco. La sfortuna sembrava accanirsi sulle monzesi che nei frattempo avevano dovuto fare a meno di Scotti, infor­tunata nuovamente al naso e costretta a far pasto a Zangari. Anche la punizione di Panzini al 77' terminava incredibilmente fuori bersaglio. Mai dire mai, comunque. Al 92' in pieno recupero Fusciani pennellava un cross per la testa della liberissima Balconi che non aveva alcuna difficoltà a fare centro. Il week-end sportivo della Fiamma ha visto anche il pareggio per 3 a 3 col Torino delle ragazze dell'Under 20 sperimentale, un ri­sultato che è di buon auspicio per le loro so­relle maggiori che ospiteranno sabato prossi­mo al Sada le piemontesi più grandi, e la vit­toria per 3 a 0 sull'Archè dell'Under 15.
 
IL CITTADINO, 31 dicembre 1998
"SPERIAMO CHE SIA FEMMINA: FIAMMA, ECCO LA FABBRICA DELLE MERAVIGLIE"


Arrivano alla spicciolata in una fred­da sera d'inverno e si infilano veloce­mente negli spogliatoi. Intanto sul campo, incuranti della temperatura quasi polare, sgambettano le ragazze under 15. "Nessun pericolo - com­merita il dirigente Giorgio Zerboni - le atlete eseguono degli specifici esercizi di riscaldamento e poi sono abituate ad allenarsi con qualsiasi tempo. Del re­sto, se sì vogliono ottenere dei risultati servono impegno e costanza. Anche quando fa freddo".

A parlare della loro esperienza calci­stica sono le più grandi, le ragazze dell'Under 20 che svelano sogni ed aspirazioni. Portavoce "ufficiale"del gruppo viene nominata all' unanimità Federica Piasenti, che sta sostituendo da qualche settimana il portiere titola­re della prima squadra Stefania Basilico costretta al riposo dopo un intervento chirurgico, poi pian piano prendono la parola anche le altre.
"Ho, iniziaito a giocare a calcio all'età di 12 anni - esordisce Federica, un bel visetto d'angelo incorniciato dai capel­li biondi - con l'intenzione di fare il portiere. Pur essendo milanista mi pia­ceva tanto Zenga e volevo a tutti i costi imitarlo. Ho fatto un provino mi han­no accettato ed ora eccomi qui. Paure? Tante, soprattutto prima di scendere in campo ma poi, afferrata la prima palla, passa tutto".
L'inizio "tardivo"dell'attività calci­stica - spesso dovuto ad una certa resi­stenza delle famiglie - accomuna anche le altre ragazze. "Ho cominciato a gio­care due anni fa - racconta Laura Zangati, 20 anni - dopo dieci anni di pattinaggio artistico. Il calcio era sem­pre stato il mio pallino tanto è vero che giocavo abbastanza spesso coi maschi".
"Anch'io ho sempre giocato coi ra­gazzi sui campi della scuola - racconta Marta Longoni, 16 anni - poi final­mente quattro anni fa sono venuta alla Fiamma". "Io invece ho giocato per sette anni a pallavolo - racconta Sara Costa 17 anni - ma ho sempre amato il calcio. Quando ho scoperto la Fiamma mi so­no precipitata qui e continuo a giocare tuttora.

E i vostri amici maschi che cosa pen­sano di voi? "All'inizio ci prendevano in giro - riprende Federica - perché ci consideravano delle mezze calzette. Ma poi sono venuti a vederci giocare e si sono ricreduti". "I miei compagni di scuola- precisa Marta - adesso sono in­teressatissimi alla mia attività. Ogni lu­nedì appena entro in classe vogliono sapere il risultato della partita. E i professori? "Lasciamo perdere -rispondono all'unisono - per loro do­vremmo pensare solo a studiare".

Il vostro sogno più grande? "Arrivare in Nazionale. Ma per adesso pensiamo solo a vincere le nostre partite, a creare un bel gruppo aiutandoci a vicenda così da arrivare almeno in Serie A". Under 15, Under 20 ed una rappresentativa di serie D. Oltre alla prima squadra ci sono anche loro, le giovani leve del vivaio della Fiammamonza, ragazzine tutto pepe che praticano con disinvoltura e con passione uno sport ancora considerato "per soli uomini".
"Il nostro principale obiettivo è quello di creare un gruppo compatto che, oltre ad imparare a giocare, deve anche divertirsi - spiega Achille Avellino, allenatore dell'Under 15 - e naturalmente ci auguriamo di plasmare qualche elemento che possa compiere il salto di qualità. Tra le mie atlete posso dire che ce ne sono alcune che promettono davvero molto bene". "Nei piani della società - precisa il dirigente accompagnatore Lino Patruno - vi sono anche precisi compiti educativi che cercano di completare gli insegnamenti della scuola e della famiglia. Pertanto, alle ragazzine viene insegnato non solo a comportarsi bene in campo ma anche nella vita di tutti i giorni".

Quali sono le caratteristiche princi­pali del football in gonnella? 'Innanzi tutto - riprende Avellino - non bisogna mai fare paragoni con l'attività maschile. Le ragazze hanno caratteristiche diverse e se nei primi anni possono giocare con i loro coetanei maschi dopo la cosa diventa improponibile. Un ragazzo a 18 anni può già lanciare la palla a 40 metri, una donna, invece, anche a 20 è difficile che ci riesca. Al contrario, le ragazze sono più attente ed assimilano meglio dei maschi i nostri insegnamenti". "Purtroppo - precisa il tecnico - il calcio femminile è uno sport ancora molto giovane e le famiglie sono poco propense a mandare le bambine sui campi. Una bimba dovrebbe iniziare a giocare ad otto anni, invece, la maggior parte di loro arriva qui attorno ai 10 - 12 anni e per noi allenatori il lavoro di preparazione diventa più difficile. Una volta le giovani calciatrici erano per lo più degli "scarti" di altre discipline, ora, al contrario, ve ne sono molte che si sono avvicinate direttamente al calcio giocando a scuola o l'oratorio coi loro amici". Ed anche famiglie risultano coinvolte in prima persona. Molti genitori, messo da parte l'iniziale scetticismo, si sono "innamorati" dell'attività delle loro figliole ed ora, oltre ad accompagnarle agli allenamenti ("a prezzo di grandi sacrifici perchè tanti vengono da fuori Monza, dice Avellino), danno una mano anche all'interno della società. E per la stagione giunta oramai al giro di boa quali sono gli obiettivi? "La mia squadra ora è terza dietro il Milan, il nostro avversario più temibile, ed il Como ma contiamo di salire almeno al secondo posto"afferma Avellino. E per le più grandicelle? "L'Under 20 ora è prima a pari merito col Torino spiega il portiere Federica Piasenti ma noi, naturalmente, puntiamo a stare in testa tutte sole".
Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Maggio 2008 15:52