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Venerdì 16 Maggio 2008 15:45 |
IL CITTADINO,10 giugno 1993 "FIAMMA: SÌ, TUTTI I SANTI FINISCONO IN GLORIA Mazzoleni e Perin, altro che nonne; Simona Consonni una sicurezza"
«Quando il saggio con il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito»: diabolici i cinesi con un detto pronto per ogni circostanza della vita. In soldoni: inutile e stupido soffermarsi sulle banalità davanti ad obiettivi ben più grandi e meritevoli di attenzione. Il traguardo della salvezza, raggiunto dalle biancorosse addirittura con due giornate di anticipo nel contesto di una stagione tutt'altro che facile, è la luna che non può (e non deve) essere messa in secondo piano da... nessun dito. Chiaro? Ma che cosa otrebbe contribuire ad offuscare l'impresa sportiva della Fiammamonza? Sarebbe, ad esempio, davvero ingiusto sminuire il significato tecnico e morale del campionato di Paggi & Co. A quanti ci volessero comunque provare sbatteremmo sul muso i tanti pronostici di addetti ai lavori che, dopo la fine della fusione con l'Aurora Mombretto ed ancora successivamente all'abbandono di Fabiana Comin avevano già intonato il de profundis per la Levati-band. Altra fonte di ingiustizia sarebbe quella di voler stabilire delle classifiche di merito tra le componenti della rosa monsciasca: nessun traguardo sportivo concernente discipline di gruppo si consegue per l'esclusivo apporto di poche unità: la permanenza in Serie A porta in calce la firma di almeno 17 ragazze. E se alcuni commenti del sottoscritto durante la stagione possono essere sembrati eccessivamente celebrativi solo di alcune biancorosse, si spiegano invece, oltre che con la precisa volontà di dare il giusto risalto al gesto tecnico, anche con l'intenzionedi pareggiare la considerazione goduta nella stanza dei bottoni da poche elette. 27 punti diviso 17, dunque. Nessuno spazio per le ex.mombrettesi (Massari, Cortese, Stellini, D'Errico e Tavella), per la già citata Comin e per le altre due, Iagulli e Marchetti, che hanno gettato la spugna nonostante una sopravvalutazione delle loro effettive potenzialità tecniche. E veniamo alle protagoniste, partendo - naturalmente - da quella Raffaella Raffaele che ha dimostrato con i fatti di non meritare pregiudizi di sorta e che chiede, giustissimamente, di giocarsi alla pari la maglia numero uno della prossima stagione con la collega obbligatoriamente destinata ad approdare in riva al Lambro. Difesa sugli scudi. Sfatiamo - innanzitutto - il luogo comune che ci vuole ciechi di fronte alla grande generosità di Maura Pedroni: niente di più falso; nessuno, però, ci guardi storto se osiamo mettere in discussione la cifra tecnica della mantovana. Simona Consonni è una di quelle giocatrici che riesce a mettere tutti d'accordo. Peana pure per l'intramontabile Marisa Perin: la carta d'identità conta meno di niente rispetto a passione e voglia di non mollare mai. Capitolo Rodolfi: altro che cronista prevenuto. L'evolversi del campionato ha aperto gli occhi a tanta gente e l'avvenutra in Brianza della ragazza di Romani Lombardo s'è chiusa in anticipo. Del nostro «centrocampo delle meraviglie» trovate ampio resoconto in altra parte di questa pagina. Il fatto di stravedere per le giocate di Tagliacrane, Fruci e Cordone non ci impedisce (toh!) di ammettere l'effettivo sbilanciamento in avanti, determinato dalle caratteristiche prettamente offensive del trio ed ottimamente scongiurato dalla diga biancorossa, alias Lilly Paggi, protagonista di un'annata decisamente positiva ancorchè, forse, segnata da un eccessivo senso di responsabilità. Ed eccoci al reparto avanzato: Graziella Giovine si è confermata pedina affidabilissima nonostante l'esiguo bottino di reti. La piccola punta milanese deve imparare a gestire meglio la propria generosità per non vedersi penalizzata dalla mancanza di lucidità in fase conclusiva. Mami Mazzoleni, ovvero lo splendido crepuscolo di una ragazza magnifica: riesumata da un immeritato e frettoloso prepensionamento, la 33enne mamma di Cisano Bergamasco si è rivelata fondamentale non solo per l'aspetto tecnico-calcistico ma anche per le sue favolose capacità di fare gruppo. Fin qui le cosiddette titolari. Sarebbe quantomeno ingeneroso dimenticare le altre, a cominciare da Cristina Negrini, che si è rivelata molto più di una semplice riserva facendosi trovare sempre pronta alla bisogna per ricoprire, tra l'altro, ruoli spesso diversi. Doverosamente maledetta la sfortuna che ha limitato l'apporto di Patrizia Faccio, occupiamoci del poker di giovanissime (Anelli, Blasi, Amenta, Iliano) impiegate con il contagocce ma preziose per il contributo fornito negli allenamenti e per la ventata di freschezza assicurata all'ambiente tutto, a riprova che in corso Milano si lavora sodo e con impagabile serietà.
Le sventure in serie in questi ultimi tempi avrebbero abbattuto società e squadre ben più attrezzate, economicamente e tecnicamente, di Fiammamonza, che invece ha saputo mirabilmente cavarsi d'impiccio. Alla faccia di tanti e per la gioia del cronista. |
| IL CITTADINO, 10 giugno 1993 "DEMM A TRÀ un avvocato innamorato dei gregari"
Lo sport monsciasco è ricco fino alla più sfacciata opulenza di cause perse. Vietato stupire, dunque, se giusto ad un avvocato riesce di vincere la sua propria personale scommessa con l'agonismo in biancorosso. Avvocato con l'iniziale maiuscola, mancherebbe! Fabrizio Levati alla erre arrotata preferisce da sempre la meno affettata cadenza del dialetto natìo: pane al pane, vino al vino, anche per questo gli vogliamo bene. Quel che Levati è riuscito a combinare con le sue ragazze nel campionato di Serie A appena consegnato agli archivi ha quasi del miracoloso: l'impresa della Fiamma è tanto grande e vera da non tollerare classifiche di merito; e qui non possiamo che concordare con l'avvocato. |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Maggio 2008 15:46 |
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